“Con i tasti che ci abbiamo”
Vinicio Capossela
Live al Teatro Ponchielli di Cremona _Tredici canzoni urgenti a Teatro
Gli stucchi sontuosi del Teatro Ponchielli di Cremona, accolgono con calore ed entusiasmo, il viaggio proposto da Vinicio Capossela e i suoi musici.
Strano momento questo, dove la politica e i suoi attori si trasformano in comici e intrattenitori, pochi valori e misero interesse verso la cosa pubblica, in contrasto tocca a chi fa del proprio mestiere l'Arte, occuparsi dell'umano, del prossimo, della lettura del quotidiano, della condizione in cui si vive, argomentando coi fatti la condizione di impoverimento umano.
Si, siamo di fronte ad un Manifesto, l'ultimo Album del Cantautore, muove le coscienze,
"Tredici Canzoni Urgenti " premiato nel Ottobre 2023 come Miglior Album in Assoluto al Club Tenco, tocca tutte le sfaccettature di un vivere dove l'Uomo stretto all'angolo, impoverito impaurito, sfoga frustrazioni e disagi in un appagamento bulimico di bisogni futili; Questi tempi buii complicano, disarmando la curiosità e il sogno di un riscatto, di una lotta per liberarsi ed elevarsi.
Un annuncio avverte che il viaggio sta per iniziare e non c'è bisogno del proprio smartphone per sognare; si apre il sipario e la Meraviglia avvolge.
Il palco è apparentemente spoglio direi Essenziale, una serie di aste con lampadina all'estremità fanno da cornice ai musici e ai loro strumenti; disposti su due piani, vediamo sul lato sx superiore verso il lato dx superiore il batterista Piero Perelli, al contrabbasso Andrea Lamacchia, Michele Vignali al sassofono e Raffaele Tiseo al violino, sul lato sx palco Alessandro "Asso" Stefana alle chitarre, al centro il piano suonato da Vinicio, a poca distanza un divano e infine Daniela Savoldi al Violoncello.
Si parte con una scarica di energia, con il brano "Sul divano occidentale” in capo Vinicio indossa un elmetto militare, il brano incalza di parole tutte vicine e veloci come raffiche di mitragliatrici, l'impotenza disegnata del quadretto familiare seduto sul divano impotente ed ipnotizzato armato del solo telecomando, sceglie o gli sembra di scegliere il meno peggio per lui, sul divano si parteggia si discute sempre immobili, mettendo sempre più distanza fra il vero ed il reale, Vinicio sale in piedi sul divano, come soldato dello share danza. La vicenda si chiude con uno sbadiglio che tutti ci accomuna.
L'applauso è scrosciante, una gioia di benvenuto abbraccia l'Artista e i Musici.
Si continua con un altro brano incalzante "All you can eat", tutto è sconto, offerta imperdibile, questo vuoto che ci attanaglia amplifica il desiderio di appagamento, costretti a non pensare, distratti con qualsiasi mezzo, " mancia ", ingoia, fallo prima degli altri, produci e consuma.
Quasi Tutti i brani dell' Ultimo Album trovano spazio in questo spettacolo, dopo la fortunata e lunga tournée " Tredici Canzoni Urgenti in Tour " del 2023 con 29 date su e giù per l'Italia, Un nuovo spunto porterà questo spettacolo con il Titolo " Con i tasti che ci abbiamo " in giro come una sorta di Atti Unici.
Con riferimenti alla situazione politica italiana dell'ultimo anno, con un continuo revisionismo storico, dire con forza e coraggio che essere Antifascista e riconoscere il sacrificio ed il lavoro svolto dalle Staffette Partigiane è cosa Buona e Giusta, parte così il brano "Staffette in bicicletta " che nell'album vede la partecipazione di Mara Redeghieri, qui dal vivo eseguita magistralmente dalla violoncellista Daniela Savoldi.
Momenti di Pura Emozione, le aste con le lampadine a sottolineare l'avanzare delle biciclette si muovono come un domino corredo sul perimetro del palco, i cuori gentili e forti delle giovani partigiane che hanno deciso il lato giusto per loro e per noi. Il testimone della pace della costituzione è arrivato a noi, a noi spetta non fermare questa corsa. Gli applausi ancora più intensi e standing ovation, urli di "Bravo, Bravi " a sottolineare il valore di questi testi e dell’esibizione.
Le Luci gli sfondi che sottolineano le note le parole, formano ombre dei Musici creando continui cambiamenti, colori intensi, rendono lo Show equilibrato, Elegante.
Uno dopo l'altro i brani si susseguono con il pubblico sempre più partecipe, un elogio dell'Artista per aver compiuto in tempi come questi, un vero atto di rivoluzione quello di aver lasciato il comodo delle case, aver comprato un biglietto, aver sostenuto uno spostamento, per assistere ad uno spettacolo non rassicurante, ma di vera chiamata al risveglio delle coscenze e del possibile, affrontando con più coscenza critica la disinformazione che regna in ogni dove.
Nella magia di luci azzure, scende dall'alto, una luna gigante, i riferimenti antichi al governatore della Garfagnana, parte " Ariosto Governatore ", qui sulla terra solo la follia regna sovrana e allora è giusto pensare che in un altrove vanno preservate le virtù dell'uomo in un pianeta o in una stella o forse la luna.
Tutto e ben congeniato, questo spettacolo rapresenta a pieno lo stato di forma dell'Artista, una diffusione di Grazia.
Un ricordo di un Amico scomparso della zona, Giorgio Bettinelli di Crema, un cantautore un viaggiatore, scrittore a cui dedica un brano d'altri tempi " Lanterne rosse" poco fumo e il palco si accende di un rosso che incanta.
In un tempo dove la conta delle vittime di femminicidio, diventa un rituale quasi giornaliero, di facce e vite apparentemente normali, la risposta mancante è "cosa facciamo per fermare questa mattanza, dove possiamo intervenire e dove trovare la causa", riflessioni che l'Artista ha messo in testo in un brano potente, "la cattiva educazione” nell'album cantato insieme a Margherita Vicario. Quest'Amore che si trasforma, l'incapacità dell'accettazione del rifiuto, il nemico dentro casa.
Parlando dell'Amore due canzoni si susseguono, si parte con " che cos'è l'Amor" un applauso all'annuncio mette sul piatto d'argento una battuta divertente : quanti applausi per una domanda, ma non c'è risposta; seguita con una versione del Maestro Raffaele Tiseo di “con una rosa “.
La locandina dello spettacolo vede un Vinicio in posa da Santo Martire trafitto da tasti del pianoforte, un idea di Jacopo Leone che cura da anni le copertine le grafiche dei lavori dell'Artista con una visione, illuminata, persona che meriterebbe pagine di scritti, da cui sfugge con grande caparbietà.
Siamo alla fine del concerto, si è stato un viaggio fuori e dentro noi, un concerto contro la paura, una secchiata di acqua fredda, con il brano con i tasti che ci abbiamo un esortazione a far a meno del superfluo, un concetto ecologico, un concetto affettivo e per la prima volta in un Artista che ha cantato l'Amore in varie forme, appare una frase inedita: con il cuore che ho, con quello ti amerò
Quando nelle vostre città appare un cartellone " Coi tasti che ci abbiamo " fate un gesto rivoluzionario...




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